L’idea di installare un impianto fotovoltaico nasce spesso da un obiettivo molto concreto: ridurre fino al minimo – se non azzerare – la bolletta elettrica. Ma è davvero possibile arrivare a pagare zero? La risposta è: dipende. Vediamo da cosa.
Si può azzerare totalmente la bolletta?
In molti casi la bolletta può essere ridotta in modo significativo, ma non sempre è possibile azzerarla completamente. Questo perché la bolletta è composta da più voci e non tutte sono legate ai consumi di energia.
In sintesi:
- I consumi energetici possono arrivare a zero grazie al fotovoltaico (soprattutto con accumulo).
- Alcune quote fisse restano comunque da pagare, a meno che l’utenza non venga chiusa.
Da cosa è composta la bolletta elettrica?
La bolletta elettrica comprende:
-
Costo dell’energia (kWh consumati)
Questa è la parte che il fotovoltaico riduce di più, perché ogni kWh autoprodotto è un kWh non acquistato. -
Oneri di rete e trasporto
Sono costi per mantenere la rete elettrica nazionale. Restano da pagare anche con consumi bassissimi. -
Imposte (IVA e accise)
Dipendono anche dai consumi, ma una parte rimane comunque. -
Quota fissa
È una tariffa legata alla potenza impegnata del contatore, da pagare anche se non si consuma nulla.
Per questo motivo, un impianto fotovoltaico può azzerare il costo dell’energia, ma non può eliminare del tutto le voci fisse.
Quando il fotovoltaico può portare a una bolletta quasi zero
Per arrivare a una bolletta molto bassa, spesso nell’ordine di 10–20 euro al mese, servono tre condizioni.
1. Impianto correttamente dimensionato
Un impianto troppo piccolo coprirà solo una parte dei consumi. Uno troppo grande produrrà molta energia non utilizzata. Il dimensionamento ideale dipende da:
- consumi annuali reali,
- fasce orarie,
- potenza del contatore,
- numero di componenti della famiglia,
- tipo di elettrodomestici e abitudini energetiche.
Indipendentemente dal tipo di copertura, è importante che il tetto sia in ottime condizioni per evitare infiltrazioni dopo l’installazione.
2. Massimizzare l’autoconsumo
L’energia prodotta e consumata immediatamente vale molto di più di quella immessa in rete.
Per aumentare l’autoconsumo sono utili:
- programmazione degli elettrodomestici nelle ore di sole,
- pompe di calore,
- climatizzatori in pompa di calore,
- caricatori per auto elettriche.
3. Installare un sistema di accumulo (batteria)
La batteria permette di utilizzare la notte l’energia prodotta di giorno. Con fotovoltaico + accumulo si può arrivare a:
- autoconsumo 70–90%,
- prelievo minimo dalla rete,
- bolletta vicina allo zero.
Cosa succede alla corrente che non viene consumata?
L’energia in eccesso può essere:
- immessa in rete e valorizzata tramite lo Scambio sul Posto (dove ancora attivo) o tramite Ritiro Dedicato;
- utilizzata più tardi se si dispone di una batteria.
Questi meccanismi non azzerano la bolletta, ma contribuiscono a ridurla ulteriormente.
È possibile disconnettersi completamente dalla rete?
Sì, tecnicamente è possibile, ma non è quasi mai consigliabile, perché:
- servirebbero batterie molto grandi,
- i costi sarebbero elevatissimi,
- si rimarrebbe senza corrente in caso di maltempo prolungato,
- in caso di blackout non si potrebbe prelevare energia dalla rete.
Per quasi tutte le abitazioni resta ideale la formula fotovoltaico + accumulo + connessione alla rete.
La verità: cosa aspettarsi davvero
Un impianto fotovoltaico ben progettato e abbinato a una batteria può portare la bolletta a 5–15 euro al mese in media, oppure anche meno in alcuni mesi estivi. Quindi non si parla di zero assoluto, ma di una riduzione fino al 90–95% dei costi.
In conclusione, il fotovoltaico non azzera completamente la bolletta elettrica – perché alcune voci fisse rimangono – ma permette di ridurre in modo drastico la spesa energetica, soprattutto se dotato di un sistema di accumulo e se l’impianto è dimensionato correttamente.
In molti casi, il risparmio annuale può superare anche i 1000–1500 euro, rendendo l’investimento altamente conveniente.
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